Il parato festivo del Quadro Divino, realizzato nel 1607 per volere dell’Arcivescovo Giovan Battista Costanzo, è formato da due corone e due aureole in oro e argento con pietre scaramazze e diamantini.

Madonna del latte

Madonna del latte

Nella stessa sala sono esposti tre dipinti, riproduzioni o copie realizzate tra il XVII e il XIX secolo in città, che rappresentano Madonne mentre allattano: la tavola della Madonna del Carmine di maniera campana della prima metà del XV; la copia settecentesca della Madonna del Pilerio con le ridipinture barocche; la Madonna del latte proveniente dalla chiesetta di Sant’Antonio dell’orto. Sono esposte, inoltre, altre opere di grande pregio artistico legate alla devozione della città all’icona del Pilerio: lo sportello di tabernacolo con calice eucaristico realizzato in fine filigrana d’argento e risalente al 1789; il medaglione-gioiello in diamanti e rubini con effigie della Madonna del Rosario della prima metà del XIX secolo; un anello con cammeo che rappresenta la Madonna e il Bambino; una legatura di messale che la famiglia Lupinacci diede in dono alla Madonna del Pilerio; alcuni ex voto della popolazione cosentina in segno di devozione alla sacra icona.

In fondo alla sala è collocato il baldacchino portato in processione per le vie della città in occasione della festa patronale e del Santissimo Sacramento. La struttura del XIX secolo, composta da un drappo sostenuto da sei o più aste portate a mano che formano una sorta di edicola mobile, è realizzata in seta azzurra – il colore liturgico legato alle celebrazioni mariane – ricamata con filati metallici dorati con decorazioni che evocano il culto verso la Vergine Santa.